Nato a Trieste il 20 maggio 1912 e qui morto quarant’anni fa, il 20 febbraio 1979, è stato un giocatore e allenatore di calcio, la cui storia è particolarmente legata alla Lombardia. Fu
infatti a Milano, sulla panchina dei rossoneri, che raggiunse i suoi più importanti successi da ‘mister’, anzi da ‘paròn’ (padrone), com’era soprannominato.
Ingaggiato dal Milan, nella stagione 1961-1962 vinse il tricolore con un ‘11’ in cui svettava il diciannovenne ‘Golden boy’ Gianni Rivera. L’anno successivo, Rocco portò sotto la Madonnina la prima Coppa dei Campioni del Milan, che fu anche la prima del calcio italiano, battendo a Wembley il Benfica di Eusebio.
Dopo questi trionfi, si spostò per alcuni anni a Torino, sponda granata. Con il Toro, il risultato migliore fu quello un terzo posto nella stagione 1964-1965. Nel 1967-1968 il ritorno al Milan, con il quale conquistò nuovamente lo scudetto e, nello stesso anno, la Coppa delle Coppe.
La stagione seguente fu ancora il turno del massimo alloro europeo, vincendo la seconda Coppa dei Campioni mentre, in quella ancora successiva, dopo una memorabile sfida in Argentina contro l’Estudiantes, gli riuscì di conquistare la Coppa Intercontinentale che al ‘diavolo’ era sfuggita nel 1963 contro il Santos di Pelè. All’ingresso di Milanello, il centro di allenamento della società rossonera di Carnago (Varese), è stata posta una statua a suo omaggio e ricordo.