Dopo nove anni nuova vita per la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia

Dopo un lungo periodo di chiusura (quasi un quinquennio) e un paziente lavoro di restauro durato 4 anni, hanno riaperto al pubblico le 21 sale della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, vero scrigno di capolavori che vanno da Raffaello al Canova, dal Romanino al Lotto, da Hayez al Pitochetto. Una riapertura in grande stile con tanto di banda cittadina, taglio del nastro, ingresso libero e un annullo filatelico di due speciali cartoline dedicate alla Pinacoteca.

La Pinacoteca, il cui ingresso è in via Martinengo da Barco e si affaccia sulla piazza dove nel 1898 fu eretto il monumento al pittore bresciano Alessandro Bonvicino detto il Moretto, è stata riorganizzata attraverso un nuovo percorso concepito per offrire al visitatore una riflessione sulla storia delle opere esposte, la Pinacoteca offre uno spaccato dalla pittura bresciana del Rinascimento attraverso i suoi principali interpreti come Vincenzo Foppa, Gerolamo Savoldo, Girolamo Romanino, Alessandro Moretto. Ai quali si affiancano numerosi dipinti cosiddetti “da cavalletto” dei secoli XVII e XVIII con temi e generi spesso influenzati dalla pittura fiamminga e olandese: paesaggi e marine, nature morte, dipinti di animali, scene bucoliche e burlesche. Non mancano ritratti e storie sacre e profane insieme agli esponenti bresciani della "pittura della realtà" come Antonio Cifrondi e Giacomo Ceruti, noto con il soprannome di Pitocchetto. Varie arti decorative del tempo che vanno dalle oreficerie agli smalti, dalle medaglie ai vetri completano la collezione della Pinacoteca.

Informazioni sul sito di Fondazione Brescia Musei (www.bresciamusei.com oppure sul sito www.pinacotecatosiomartinengo.com). Aperta dal martedì alla domenica dalle 9.00 alle 18.00