Pavia, Gambolò: scoperte 11 tombe longobarde, stop al cantiere Snam

Agenti di Polizia presenti 24 ore su 24: da giovedì scorso, lungo la strada provinciale 206 Voghera-Novara, presso Belcreda, frazione di Gambolò (Pavia), è un andirivieni di forze dell’ordine. Gli abitanti, incuriositi dal via vai, hanno subito pensato a un’operazione volta al contrasto della prostituzione. Nulla di più fuorviante. La verità, infatti, porta in una direzione assolutamente diversa: la polizia sta salvaguardando da furti la scoperta di undici tombe che dovrebbero risalire all’epoca longobarda. La necropoli è riemersa mentre erano in corso i lavori al metanodotto da parte della Snam Cervignano-Mortara. Il cantiere è stato subito sospeso nella zona interessata, in attesa delle decisioni delle autorità competenti.

Il sito archeologico, dai primi riscontri avuti da alcuni esperti sopraggiunti in zona, è costituito da undici tombe scavate nella terra che dovrebbero risalire alla prima Età longobarda (quella che va dal 550 al 600 d.C.). Se ne saprà qualcosa di più mercoledì 14 febbraio, data in cui è previsto l’arrivo dei dipendenti della Sovrintendenza che dovranno far luce sul reale valore archeologico della necropoli. Al momento tutto fa pensare che i reperti siano molto interessanti e degni di ulteriori approfondimenti.

Non è certo una novità il ritrovamento di materiale archeologico in Lomellina, soprattutto nei pressi di Gambolò e Vigevano, dove nel corso degli anni sono emersi reperti che spaziano dal Mesolitico alla seconda Età del ferro. Diversi anche i ritrovamenti risalenti alla civiltà di Golasecca e quelli databili al periodo romano. E’ però una novità che siano venute alla luce scoperte riguardanti la civiltà dei Longobardi. Gli studiosi sono già in fermento: il passato di Lomellina potrebbe arricchirsi di una nuova pagina storica.

 

M.V.